lunedì 26 ottobre 2009

IL SACRO NEL PROFANO


Comincio con lui: Caravaggio.
Per me uno dei primi veri artisti contemporanei.
Nelle sue rappresentazioni, all'epoca definite "profane" e "sconvenienti", trasuda la pura e semplice sacralità di una religione intima e semplice.
Una Fede priva di convenzioni, liturgiche o iconografiche,sincera e toccante.
Caravaggio rappresenta la mia Fede.
Alla luce dell'apparenza, egli preferisce il buio della verità, perchè lì avvengono i veri miracoli e solo lì vediamo la reale bellezza.
Perchè bellissima è la Madonna e il suo bambino,il suo collo, il viso leggeremente piegato verso la spalla, la gamba accavallata che solleva leggeremente la veste, tanto da mostrare quasi la caviglia.
E' una donna, umana e viva, ma soprattutto reale.
Solo quell'aureola ci ricorda la sua natura spirituale, e così ancor di più, l'amiamo e la ammiriamo.
Come poveri pellegrini ci inginocchiamo a lei e al suo bambino.
Con i piedi sporchi e le vesti logore, memori del nostro lungo e perpetuo viaggio,alla ricerca di qualcosa, di qualcuno e troviamo pace davanti a quella porta, davanti a quella Madre.
Tutto il resto, ora, può aspettare.

Oggi tanto si parla di religione, diversità tra religioni, del rapporto Stato e Chiesa, che da sempre ha creato problemi non indifferenti.
Ho l'impressone che si dimentichi il significato individuale e primario della propria Fede, rivendicando poteri e diritti che non appartengono, in nessun modo, alle religioni.
Ho scelto di essere cristiana, forse perchè la mia fragilità ha spesso trovato conforto nella Fede, forse perchè tutte le Sacre Scritture mi affascinano, perchè ho bisogno di credere in qualcosa, non so.
Ma credo in uno stato laico, in cui sentirmi libera di credere o non credere, in cui le mie scelte non siano vincolate da un Papa, che ritengo uomo fallibile e comune.
Continuerò a commuovermi davanti a Caravaggio, perchè lui è interprete sublime del mio senso del Sacro.

3 commenti:

  1. Ovviamente le disquisizioni sul dipinto non mi sarebbero mai venute in mente così come ovviamente non avevo fatto caso a tutti i particolari.

    Mi piace ciò che hai scritto sulla Fede che risuona dentro di me sulle mie stesse frequenze. Ho deciso di scindere la religione che fanno gli uomini e che si è frammentata in tante piccole cose apparentemente diverse dalla Religione di Dio. Così come Dio è uno così è una la sua Religione. E serve all'uomo, ad ogni uomo, non come strumento di controllo sociale o di scelta rispetto a temi che sembrano enormi ma in realtà sono poco utili. La Religione serve all'uomo sul piano individuale per proseguire il suo percorso di conoscenza interior.

    L'uomo l'ha cambiata, storpiata, ma come le verità scientifiche esistono indipendentemente dalle decisioni degli uomini così la Religione esiste indipendentemente. Sta all'uomo cercare, con Fede, senza preguidizi, come uno studente appassionato la Verità.
    Per me ha funzionato.

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  2. Domenica scorsa sono stato a Brera, dopo moltissimo tempo. Ricordavo il Cristo morto di Mantegna, ma non che ci fosse anche la Cena di Emmaus di Caravaggio. Caravaggio è un artista che vorrei approfondire, però non saprei da dove cominciare, qualche consiglio?
    stefano

    ps Per merito/colpa tua io e la mia metà abbiamo passato tutto il fine settimana a improvvisare testi improbabili sulle note di "Yo soi Maria"...

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  3. la cena di emmaus di brera è successiva a quella alla National Gallery ed evidenti sono le differenze.
    un grande critico che si è occupato di Caravaggio è stato Roberto Longhi.
    molto interessanti anche le lezioni di Dario Fo( io le ho viste in tv, ma credo nascano da un libro).
    A breve inaugurano una mostra a Padova
    www.caravaggiolottoribera.it
    a prestissimo

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