
Non voglio scrivervi di Calder, della sua vita, opere ed arte.
In questi giorni tanto si parla di lui, grazie alla mostra a Roma, che ben illustra il percorso di questo grande artista.
Parlerò dei "fatti" che oggi, ieri mi hanno portato a Calder. "Che coincidenza!!!" direte voi. Eh sì l'arte è così, risposta e interprete di tutto ciò che ci circonda e accade.
Non saprei neanche spiegare queste sculture leggere che fluttuano nell'aria in equilibiro stabile ma allo stesso tempo precario.
Un ossimoro, questo, che mi viene spontaneo, perchè lo sento vicino e personale.
Quanti vivono in questo stato?
Le guardo e mi sento a casa. La casa del mio essere.
Ci chiediamo se qualcosa potrà mai far cadere quei pendenti, se quei fili sottili prima o poi cederanno al peso della gravità... ma intanto rimangono lì.
Equilibrio oscillante tra stabilità e precarietà, un po' come la nostra vita.
Mi piace guardarle in silenzio e provo uno strano senso di pace.
Lottano per non cadere, con eleganza e bellezza, esattamente come noi, che risultiamo meravigliose opere di Calder.
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